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8 curiosità sui camaleonti

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Camaleonte

ca·ma·le·ón·te/

Dal latino chamaeleon -ontis, gr. khamailéōn -ontos, propr. “leone di terra, leone che striscia”.

I camaleonti, rettili conosciuti grazie alle loro capacità di mimetizzazione. Li abbiamo visti in molti film come Rapunzel, animati nei cartoni o stampati su tshirt . Sono popolari anche se sono uno dei tantissimi animali dei quali non si parla mai. Ecco di seguito una lista con otto curiosità su di loro: 

Green chameleon on a tree.

1.Origini

E un rettile suamato che fa parte del sottordine dei sauiri, lo stesso a cui appartiene anche la lucertola. Sembra un draghetto, diverso ed eccentrico. 

2. Da dove viene?

`E un animale diurno, originario dell’Africa, ma si trova nel sud dell’Europa e dell’Asia e alcune specie sono state introdotte in America specificamente il Brasile e Hawaii. Ma solo sull’isola del Madagascar e dove si trovano più specie, per la precisione sessanta. 

3. Sono tutti uguali? 

Esistono 161 specia di camaleonti. Le specie più comuni sono: Camaleonte di Jackson (Kenya e Tanzania), Camaleonte Velato (Yemen) e il Camaleonte Pantera (Madagascar).

4. Piccoli e grandi?

Esistono in tante grandezze, variano da 1.5 ai 80 cm di lunghezza. Il peso varia da 50 ai 150 gr. A prescindere della dimensione, tutti hanno la testa piccola, piccole corna e delle protuberanze. 

5. Quanto vedono?

`E uno dei pocchi animali capace di ruotare gli occhi a 360 gradi l’uno indipendente dall’altro. Ciò significa che può vedere in due direzion e la visuale è sempre totale e completa, riuscendo a zummare e foccalizzare quello che vogliono, come se fossero delle macchine fotografiche. 

6. E la lingua?

La lingua può distendersi per una lunghezza superiore a quella dell’animale stesso ed ha una velocità che può raggiungere anche i sei metri al secondo. 

7. Ma veramente cambia di colore?  

Questo è quello che lo rende veramente diverso, è un animale che cambia colore per esperimere un stato emotivo o di salute, anche se tanti credono che si mimettiza solo per difesa, ma non è così. L’umore innesca un processo chimico tramite il quale alcune cellule cromofore presenti nella pelle si pigmentano oppure riflettono la luce. I colori disponibili sono quattro: nero, blu, rosso e giallo. La pigmentazione è controllata dal sistema nervoso ed è in realtà, una forma di comunicazione.

8. Vive per sempre?

Ha un ciclo di vita abbastanza corto. I maschi vivono in media da quattro a otto anni e le femmine da due a quattro anni. Animali molto delicati, e la principale ragione di morte è lo stress. 

Per concludere, avendo più informazione di questi rettili, potrei avere uno a casa? Preferibilmente no, sono animali che, come è stato menzionato prima, soffrono tanto lo stress, quindi portarli fuori dal suo habitat naturale è molto pericoloso, sono animali delicati e vulnerabili.

Perciò se cerchi timeless, versatilità, mimezzitezza è originalità compra un Camaleonda, ti offre tutto quello che cerchi essendo conscenti della natura. 

“Camaleonda is still capable of interpreting at best the growing desire for freedom, a key conquest of our contemporary living rituals”. Mario Bellini

https://www.bebitalia.com/it/it-camaleonda-divani.html

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Green is the new Black 

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Sergio Rossi presenta Beyond sr Shoes un progetto che promuove un modo di vivere maggiormente sostenibile.

C’è qualcosa di sensibilmente diverso nel recente orientamento ai consumi, una tendenza decisamente global con una certa evidenza anche nel nostro quotidiano. L’approccio ai consumi, non solo di moda, sta cambiando, anzi evolvendo.  

C’è sempre meno voglia di acquistare soltanto per il gusto di farlo, e sempre più determinazione a fare scelte responsabili nei confronti del pianeta e della società. Da un’analisi di McKinsey emerge che più di tre consumatori su cinque scelgono un brand anche sulla base della sostenibilità della propria produzione: “Green is the new black” potremmo dire. 

Produrre in modo più sostenibile, raccontare questo percorso e farlo in modo trasparente e credibile sono le basi su cui si fonda la strategia di Sergio Rossi, l’iconico brand di calzature, simbolo di femminilità, qualità e italianità, che ha lanciato il progetto Beyond sr Shoes, un’iniziativa nata con l’obiettivo di condividerle  con i consumatori l’impegno e la responsabilità sociale dell’impresa, raccontando il mondo che si cela dietro la produzione delle calzature. 

A partire dalle materie prime, i cui componenti provengono al 100% da fornitori italiani con un controllo sull’intera filiera di qualità, l’investimento sul capitale umano per preservare il valore dei dipendenti e delle comunità locali e l’elettricità utilizzata nella produzione delle scarpe il cui 20% è prodotto da 3500 metri quadrati di pannelli fotovoltaici e la restante parte con un contratto di fornitura di energia elettrica vincolato all’origine da fonti rinnovabili.

L’obiettivo è quello di incoraggiare tutti ad adottare buone abitudini, riducendo gli sprechi e l’impatto ambientale sul Pianeta, per un futuro più etico, rispettoso e più sano per tutti.  

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Le Marche: we live it, you love it.

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L’Italia è il cuore pulsante europeo, capace di raccogliere le più disparate tipologie di turismo: da quello montano a quello balneare, passando per il naturalistico, il religioso e tanti altri.
Queste diverse tipologie riescono a trovare casa nel nostro paese grazie alla compresenza di diversi tipi di paesaggi: montano, collinare e marittimo sono le macro categorie riscontrabili, che si estendono per ben 1.200 km.
Ogni regione ha la sua peculiarità, alcune sono caratterizzate da terreni prevalentemente montani, altre pianeggianti, e poi ci sono numerose regioni che vengono bagnate dal mare e al contempo circondante dalle montagne, le Marche.
Oltre ad avere una pluralità di paesaggi capaci di soddisfare ogni tipo di richiesta turistica, la regione presenta un cuore ricco di storia che vede comparire nel suo territorio figure di spicco come: Leopardi, Montessori, Rossini e tanti altri.
Con il passare del tempo è stato molto interessante vedere come si è riusciti a conciliare l’antico con il nuovo, il moderno con lo storico, rendendo il territorio visitabile per molteplici ragioni.
Le località marittime presentano lunghe piste ciclabili, lidi balneari e un mare per la maggior parte limpido e pulito: Senigallia, Sirolo, Numana, Cupra Marittima ecc.
Spostandosi verso l’entroterra si possono visitare località che ancora oggi, con i loro borghi, viottoli, cinta murarie e architettura sacra e non, riescono a portare indietro di secoli coloro che decidono di avventurarvisi.
Stiamo parlando di cittadine con secoli di storia alle spalle come: Urbisaglia, San Severino, Fabriano (città UNESCO) e tante altre.
La caratteristica peculiare del territorio è di natura folkloristica: spostandosi anche di pochi chilometri è possibile sentire accenti del tutto differenti tra di loro, assaggiare cucine, sia di mare che di montagna, che hanno si una base comune ma che nel corso della storia hanno preso delle vie del tutto diverse ed estrose.
L’esempio più lampante è la presenza delle olive ascolane, tipica ricetta di Ascoli Piceno, farcite con carne e di quelle di pesce, che vedono le loro origini in territorio San Benedettese, quindi marittimo.
Oltre alla cucina in sé, le materie prime che si possono ritrovare nella regione sono innumerevoli e famose in tutta l’Italia e non: olio, vino, farina, frumento, ecc.
Le colline scoscese hanno permesso all’agricoltura di ampliarsi e diversificarsi rendendola quasi una regione del tutto autosufficiente.

Villa & Villetta della Valle, Montalto delle Marche.


Per te che vuoi vivere l’Italia pura e autentica, Villa & Villetta della Valle è luogo ideale. un casale che si trova in una tranquilla vallata delle colline marchigiane vicino ai paesi Montalto Marche, Porchia e Cossignano, ombelico del piceno. Il casale è composta da un’ampia e lussuosa casa vacanze Villa della Valle e da un confortevole appartamento Villetta della Valle. Ottimo luogo per goderti anche la pace, lo spazio, il comfort e la vita all’aria aperta tra un’ampia piscina che brilla al sole tra uliveti, vigneti e poco distante dal mar Adriatico. Un luogo dove l’orario non esiste, lontano dai ritmi frenetici e circondato da persone amichevoli e ospitali.

Ecco la Dolce vita, il dolce far niente.

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I The Blaze raccontano ciò che ci rende umani

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Il misterioso duo elettronico francese emoziona non solo con la loro musica ma con i loro video, considerati i più potenti degli ultimi anni

Fin dal loro debutto nel 2016 con il brano “Virile” e l’omonimo video di debutto pubblicato per la Bromance Recorddi Brodinski, i The Blaze hanno fatto parlare tutta la stampa europea e non solo, della loro musica e del loro modo di vedere la condizione umana. La loro è una sofisticata combinazione tra immagini e musica senza troppi artefatti. Comunicano emozioni, ciò che ci rende umani e l’intimità di ogni singola persona.
Il duo si compone con Jonathan e Guillaume, due cugini che sapevano di avere qualcosa di speciale a livello creativo. Guillaume, ha studiato fotografia e ha viaggiato in Nepal e in India per alcuni progetti di fotografia di strada. Jonathan studiava cinema all’università e quando gli venne chiesto di preparare un video musicale per un esame, pensò di contattare suo cugino per lavorare insieme. Ed è così che sono nati i The Blaze.

Girato con un budget quasi inesistente, “Virile”, il loro brano di debutto, è un affascinante ritratto romantico di una coppia di ragazzi che festeggiano in un appartamento. I ragazzi ballano e iniziano a comunicare fisicamente raccontando storie attraverso i loro corpi.

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Dopo il brano “Virile” segue “Territory” rilasciato nel 2017. Questa volta l’approccio è più cinematografico, la realizzazione curatissima dove nulla è lasciato al caso, ha richiesto sei mesi di lavoro e il risultato finale è sorprendente girata ad Algeri. Il video racconta del ritorno a casa di un ragazzo algerino. Una storia emozionale e allo stesso tempo complicata. La danza e gli amici, ripresi a rallentatore, fanno da cornice ad uno scenario di un’amicizia virile con una nota d’inquietudine derivante dalla fisicità esasperata e per alcuni versi violenta dei protagonisti. Il video catturò anche l’attenzione del regista Barry Jenkins e nel giro di qualche mese, “Territory” vinse un premio al Festival di Cannes per la sua storia che celebra la condizione umana.

“Parliamo di culture, e quindi per essere sinceri e onesti nei nostri video dobbiamo conoscerle veramente prima di girare” spiega Guillaume.

I The Blaze fanno musica per emozionare fanno video perché vogliono avvicinare gli esseri umani ai loro simili, mostrando che emozioni come il dolore, la nostalgia, l’amore e la paura trascendono le culture e definiscono l’essere in vita.

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