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CINERD: quello che non sapevi su Pulp Fiction

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Negli ultimi giorni il regista anticonformista Quentin Tarantino è tornato a far parlare di sé. Questa volta, però, il genio della sceneggiatura, non è in primo piano per una nuova perla cinematografica, bensì per la sua disputa legale con Miramax. Oggetto di discussione sarebbe l’asta NFT della sceneggiatura scritta a mano dell’iconico film Pulp Fiction. Quale migliore occasione per la nostra rubrica di svelare i dettagli che si celano dietro a questo famosissimo cult.

Uscito nelle sale nel 1994, Pulp Fiction vanta una trama unica nel suo genere. Questa si costituisce di tre episodi che non seguono un ordine cronologico e che si intrecciano in una sorta di struttura circolare, in cui la “storia” inizia e termina nello stesso luogo, la caffetteria Hawthorne Grill. Proprio qui la scena iniziale ritrae una giovane coppia di rapinatori, dei quali ci è dato conoscere soltanto i nomignoli Zucchino e Coniglietta, intenti a rapinare la tavola calda. Si passa poi con una certa nonchalance alla storia dei due killer Vincent Vega e Jules Winnfield in missione con l’obiettivo di recuperare una valigetta dal contenuto misterioso per conto del loro capo, Marsellus Wallace. Quest’ultimo dà anche il via al terzo episodio, stringendo un accordo secondo il quale un pugile di nome Butch dovrebbe perdere il suo prossimo incontro.

Il film ha un titolo che è già tutto un programma. Oltre a “Fiction”, che è riferibile ad una narrazione fittizia, il primo termine ci riconduce alle cosiddette “Pulp Magazines”, riviste popolari su cui un tempo si narravano vicende dal contenuto forte e di generi che strizzano l’occhio ai moderni western e poliziesco.

Le curiosità non si fermano certo al titolo. Per quanto riguarda la sceneggiatura il regista ha affermato di averla scritta in una camera d’albergo e ai tavolini di un hashish bar durante un soggiorno nella città di Amsterdam. Quando tornò a casa alcuni mesi dopo, inoltre, si sarebbe dimenticato di saldare il salato conto con un video noleggio, giustificando, così, i riferimenti agli usi e costumi olandesi evidenti in alcune scene della pellicola.  Parlando di cast, Tarantino è di certo un perfezionista e mentre da un lato c’è chi è stato costretto a rincorrerlo, dall’altro qualcuno si è permesso di dirgli di no. A dover insistere con il regista è stato, infatti, Samuel L. Jackson. Nonostante il personaggio di Jules fosse stato scritto appositamente per l’attore, questo dovette tornare a Los Angeles per ripetere il suo provino. Tarantino, infatti, era rimasto estremamente stupito dal giovane attore Paul Calderòn e per poco non affidò il ruolo a lui.  Uma Thurman, invece, si è fatta desiderare. Non essendo convinta del personaggio di Mia Wallace, rifiutò la parte non senza una reazione da parte del regista, che dopo numerosi tentativi riuscì a convincerla leggendole l’intero copione per telefono. Nel cast , infine, è presente lo stesso Quentin Tarantino, il quale era indeciso se interpretare Jimmie o Lance. La sua decisione finale è banalmente legata alla possibilità di stare dietro la macchina da presa durante la scena dell’overdose di Mia. Per girare l’iniezione di adrenalina, tra l’altro, venne utilizzato un piccolo escamotage. John Travolta fece finta di estrarre la siringa dal corpo della donna e la scena è stata poi rimontata al contrario.

Parlando di dettagli ancora più intriganti, la prima cosa che tutti vogliono sapere è sicuramente il vero contenuto della valigetta nera. Un’informazione bramatissima e che ha tolto il sonno ha milioni di spettatori, è, per Tarantino, del tutto irrilevante. Alla tanto discussa domanda, infatti, ha risposto che l’oggetto in questione poteva contenere qualsiasi cosa il pubblico si aspettava che ci fosse. Non è certo un segreto l’uso piuttosto smodato di parolacce ed imprecazioni all’interno del copione, ma non tutti sapranno che precisamente la parola “fuck” viene ripetuta ben 265 volte in 154 minuti di film, per un sorprendente totale di 1,72 al minuto. A proposito di parolacce ricorderete la scritta “Bad Motherfucker” sul portafoglio di Jules, accessorio replicato sul mercato e di cui moltissimi fan sono oggi in possesso.  Ebbene era proprio di Quentin Tarantino, che ha voluto inspiegabilmente usarlo a tutti i costi. Sono numerose le sottigliezze stravaganti care al regista, tra le quali ci preme ricordare il cerotto posto sulla nuca di Marsellus Wallace. Il motivo di questo dettaglio è che Ving Rhames, l’attore che ha interpretato il personaggio, aveva una cicatrice che è piaciuta a Tarantino, tanto da decidere di farla entrare nella storia.

Potrebbe sorprendervi sapere che anche un cult così famoso presenta degli errori che non sono sfuggiti al nostro sguardo attento. Nella scena in cui i due protagonisti Jules e Vincent sopravvivono ai colpi di pistola nell’appartamento, i buchi dei proiettili sono visibili nel muro già un attimo prima che inizino effettivamente gli spari. Un altro errore riguarda il look del personaggio di Jules che doveva originariamente essere massive afro. Lo sbaglio, in questo caso, è stato di una giovane incaricata di andare a comprare  una parrucca Afro e che, non essendo a conoscenza della differenza, ne ha comprata una Jheri curl. Tarantino alla fine si convinse a tenerla, abbandonando l’idea originale. Ed è così che l’errore di una stagista ha dato vita ad un look iconico.

Aldilà di tutto Pulp Fiction è un vero capolavoro senza precedenti e per chi ancora non lo avesse visto ne lasciamo un assaggio con il trailer, nella speranza che capiate in pochi minuti cosa vi siete persi. Per gli appassionati, invece, dopo oggi potrete riguardarlo con un bagaglio di interessanti errori e aneddoti.

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Green is the new Black 

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Sergio Rossi presenta Beyond sr Shoes un progetto che promuove un modo di vivere maggiormente sostenibile.

C’è qualcosa di sensibilmente diverso nel recente orientamento ai consumi, una tendenza decisamente global con una certa evidenza anche nel nostro quotidiano. L’approccio ai consumi, non solo di moda, sta cambiando, anzi evolvendo.  

C’è sempre meno voglia di acquistare soltanto per il gusto di farlo, e sempre più determinazione a fare scelte responsabili nei confronti del pianeta e della società. Da un’analisi di McKinsey emerge che più di tre consumatori su cinque scelgono un brand anche sulla base della sostenibilità della propria produzione: “Green is the new black” potremmo dire. 

Produrre in modo più sostenibile, raccontare questo percorso e farlo in modo trasparente e credibile sono le basi su cui si fonda la strategia di Sergio Rossi, l’iconico brand di calzature, simbolo di femminilità, qualità e italianità, che ha lanciato il progetto Beyond sr Shoes, un’iniziativa nata con l’obiettivo di condividerle  con i consumatori l’impegno e la responsabilità sociale dell’impresa, raccontando il mondo che si cela dietro la produzione delle calzature. 

A partire dalle materie prime, i cui componenti provengono al 100% da fornitori italiani con un controllo sull’intera filiera di qualità, l’investimento sul capitale umano per preservare il valore dei dipendenti e delle comunità locali e l’elettricità utilizzata nella produzione delle scarpe il cui 20% è prodotto da 3500 metri quadrati di pannelli fotovoltaici e la restante parte con un contratto di fornitura di energia elettrica vincolato all’origine da fonti rinnovabili.

L’obiettivo è quello di incoraggiare tutti ad adottare buone abitudini, riducendo gli sprechi e l’impatto ambientale sul Pianeta, per un futuro più etico, rispettoso e più sano per tutti.  

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Le Marche: we live it, you love it.

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L’Italia è il cuore pulsante europeo, capace di raccogliere le più disparate tipologie di turismo: da quello montano a quello balneare, passando per il naturalistico, il religioso e tanti altri.
Queste diverse tipologie riescono a trovare casa nel nostro paese grazie alla compresenza di diversi tipi di paesaggi: montano, collinare e marittimo sono le macro categorie riscontrabili, che si estendono per ben 1.200 km.
Ogni regione ha la sua peculiarità, alcune sono caratterizzate da terreni prevalentemente montani, altre pianeggianti, e poi ci sono numerose regioni che vengono bagnate dal mare e al contempo circondante dalle montagne, le Marche.
Oltre ad avere una pluralità di paesaggi capaci di soddisfare ogni tipo di richiesta turistica, la regione presenta un cuore ricco di storia che vede comparire nel suo territorio figure di spicco come: Leopardi, Montessori, Rossini e tanti altri.
Con il passare del tempo è stato molto interessante vedere come si è riusciti a conciliare l’antico con il nuovo, il moderno con lo storico, rendendo il territorio visitabile per molteplici ragioni.
Le località marittime presentano lunghe piste ciclabili, lidi balneari e un mare per la maggior parte limpido e pulito: Senigallia, Sirolo, Numana, Cupra Marittima ecc.
Spostandosi verso l’entroterra si possono visitare località che ancora oggi, con i loro borghi, viottoli, cinta murarie e architettura sacra e non, riescono a portare indietro di secoli coloro che decidono di avventurarvisi.
Stiamo parlando di cittadine con secoli di storia alle spalle come: Urbisaglia, San Severino, Fabriano (città UNESCO) e tante altre.
La caratteristica peculiare del territorio è di natura folkloristica: spostandosi anche di pochi chilometri è possibile sentire accenti del tutto differenti tra di loro, assaggiare cucine, sia di mare che di montagna, che hanno si una base comune ma che nel corso della storia hanno preso delle vie del tutto diverse ed estrose.
L’esempio più lampante è la presenza delle olive ascolane, tipica ricetta di Ascoli Piceno, farcite con carne e di quelle di pesce, che vedono le loro origini in territorio San Benedettese, quindi marittimo.
Oltre alla cucina in sé, le materie prime che si possono ritrovare nella regione sono innumerevoli e famose in tutta l’Italia e non: olio, vino, farina, frumento, ecc.
Le colline scoscese hanno permesso all’agricoltura di ampliarsi e diversificarsi rendendola quasi una regione del tutto autosufficiente.

Villa & Villetta della Valle, Montalto delle Marche.


Per te che vuoi vivere l’Italia pura e autentica, Villa & Villetta della Valle è luogo ideale. un casale che si trova in una tranquilla vallata delle colline marchigiane vicino ai paesi Montalto Marche, Porchia e Cossignano, ombelico del piceno. Il casale è composta da un’ampia e lussuosa casa vacanze Villa della Valle e da un confortevole appartamento Villetta della Valle. Ottimo luogo per goderti anche la pace, lo spazio, il comfort e la vita all’aria aperta tra un’ampia piscina che brilla al sole tra uliveti, vigneti e poco distante dal mar Adriatico. Un luogo dove l’orario non esiste, lontano dai ritmi frenetici e circondato da persone amichevoli e ospitali.

Ecco la Dolce vita, il dolce far niente.

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8 curiosità sui camaleonti

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Camaleonte

ca·ma·le·ón·te/

Dal latino chamaeleon -ontis, gr. khamailéōn -ontos, propr. “leone di terra, leone che striscia”.

I camaleonti, rettili conosciuti grazie alle loro capacità di mimetizzazione. Li abbiamo visti in molti film come Rapunzel, animati nei cartoni o stampati su tshirt . Sono popolari anche se sono uno dei tantissimi animali dei quali non si parla mai. Ecco di seguito una lista con otto curiosità su di loro: 

Green chameleon on a tree.

1.Origini

E un rettile suamato che fa parte del sottordine dei sauiri, lo stesso a cui appartiene anche la lucertola. Sembra un draghetto, diverso ed eccentrico. 

2. Da dove viene?

`E un animale diurno, originario dell’Africa, ma si trova nel sud dell’Europa e dell’Asia e alcune specie sono state introdotte in America specificamente il Brasile e Hawaii. Ma solo sull’isola del Madagascar e dove si trovano più specie, per la precisione sessanta. 

3. Sono tutti uguali? 

Esistono 161 specia di camaleonti. Le specie più comuni sono: Camaleonte di Jackson (Kenya e Tanzania), Camaleonte Velato (Yemen) e il Camaleonte Pantera (Madagascar).

4. Piccoli e grandi?

Esistono in tante grandezze, variano da 1.5 ai 80 cm di lunghezza. Il peso varia da 50 ai 150 gr. A prescindere della dimensione, tutti hanno la testa piccola, piccole corna e delle protuberanze. 

5. Quanto vedono?

`E uno dei pocchi animali capace di ruotare gli occhi a 360 gradi l’uno indipendente dall’altro. Ciò significa che può vedere in due direzion e la visuale è sempre totale e completa, riuscendo a zummare e foccalizzare quello che vogliono, come se fossero delle macchine fotografiche. 

6. E la lingua?

La lingua può distendersi per una lunghezza superiore a quella dell’animale stesso ed ha una velocità che può raggiungere anche i sei metri al secondo. 

7. Ma veramente cambia di colore?  

Questo è quello che lo rende veramente diverso, è un animale che cambia colore per esperimere un stato emotivo o di salute, anche se tanti credono che si mimettiza solo per difesa, ma non è così. L’umore innesca un processo chimico tramite il quale alcune cellule cromofore presenti nella pelle si pigmentano oppure riflettono la luce. I colori disponibili sono quattro: nero, blu, rosso e giallo. La pigmentazione è controllata dal sistema nervoso ed è in realtà, una forma di comunicazione.

8. Vive per sempre?

Ha un ciclo di vita abbastanza corto. I maschi vivono in media da quattro a otto anni e le femmine da due a quattro anni. Animali molto delicati, e la principale ragione di morte è lo stress. 

Per concludere, avendo più informazione di questi rettili, potrei avere uno a casa? Preferibilmente no, sono animali che, come è stato menzionato prima, soffrono tanto lo stress, quindi portarli fuori dal suo habitat naturale è molto pericoloso, sono animali delicati e vulnerabili.

Perciò se cerchi timeless, versatilità, mimezzitezza è originalità compra un Camaleonda, ti offre tutto quello che cerchi essendo conscenti della natura. 

“Camaleonda is still capable of interpreting at best the growing desire for freedom, a key conquest of our contemporary living rituals”. Mario Bellini

https://www.bebitalia.com/it/it-camaleonda-divani.html

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