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Iris van Herpen ~ ‘Transmotion’ Short Film

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Iris Van Herpen presenta alla digital Paris Haute Couture week 2020 un cortometraggio che racconta l’abito “Transmotion” indossato dalla musa Carice van Houten. Una ricerca sull’invisibile che mette in discussione la realtà. Uno short movie metafisico, in cui la musa si muove fluttuante all’interno di un giardino segreto. La stilista vuole far riflettere sui termini di rinascita, evoluzione e trasformazione diventati parole chiave del periodo pandemico. Si sfiora il confine tra sogno e realtà, la scelta della qualità sulla quantità, una ricerca verso il contatto con la natura.

Il termine “Trasmotion” descrive il processo di cambiamento da uno stato, forma, stile o luogo a un altro, ma anche la percezione visionaria delle stagioni e delle scene visive del movimento nell’arte e nella letteratura. L’abito si irradia in una fioritura diafana di organza di seta bianca, strati traslucidi pieghettati entro i confini di una forma ondulata, tracciando il contorno fluido della creazione. Contrariamente alla fragilità dei petali trasparenti, i rami neri del raso duchessa sono tagliati al laser, cuciti a mano e formano le radici centrali del capo. È la raffigurazione dell’albero della vita ad essere protagonista che si disperde in una nuvola di plissé a clessidra.

Il film fa luce sulla polarizzazione all’interno della nostra società e sulla necessità di cercare un terreno fertile per seminare le basi di un cambiamento. “Transmotion” segue il processo di germinazione del primo seme, che attraverso la natura può spaccare il terreno e fiorire in un mondo migliore.

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Beauty

Segui la tua strada. E tu con quale profumo scegli di farlo?

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Il nostro è un mondo colorato dai profumi. Aromi che si differenziano tra loro creando le giuste sfumature di emozioni. Perché una fragranza regala la bellezza della complementarietà fra il corpo e il sublime effetto della raffinatezza.

Ogni donna indossa il trasparente abito del proprio profumo che accarezza la sua pelle e riscrive il bacio del vero amore in grado di infonderle il coraggio e il desiderio di vivere la vita nella sua pienezza.

In questo momento così difficile anche i profumi hanno subito il lockdown e hanno assunto ancora di più il potere di farci compagnia. Di ricordarci che non siamo soli  e che possiamo viaggiare anche grazie all’immaginazione. Un periodo pungente che ha posto interrogativi su chi siamo, cosa abbiamo concluso fino ad oggi, quali sono i nostri obiettivi a lungo termine. Un momento di stand-by totale che ha fermato la routine e ci ha invitato a riflettere sul nostro futuro. Ci ha invitato a non dare peso ai pregiudizi ma di credere in noi stessi e di goderci il viaggio della vita. Vivere di emozioni, di incontri speciali e, perché no, della fragranza di cui innamorarsi tutte le volte che lo s’indossa. 

Segui la tua strada. Un’avventura da intraprendere insieme al giusto aroma. Si accendono così le note olfattive del Re Amani con la nuova fragranza “My Way”. Un inno alla libertà e al piacere della ricerca del nuovo, del bello ma sopratutto del rispetto del Pianeta. Esorta ad aprire i propri orizzonti e vivere esperienze e incontri densi di significato. Un omaggio alla Natura e alle ricchezze che essa ci regala, che sottolinea il DNA sostenibile grazie all’uso di materiali riciclati e riciclabili e di ingredienti provenienti da fonti sostenibili. Un lussuoso talismano destinato a durare, grazie al suo innovativo flacone di ricarica compatibile con qualsiasi formato.

Il profumo diventa così la nota essenziale che non può mancare nella beauty routine. Quel gioiello indimenticabile che completa il mood della giornata. Ma soprattutto in tempi di mascherina, aiuta ad alleggerire il respiro grazie agli aromi che ci fanno dimenticare anche solo per un attimo il periodo che stiamo vivendo.

Ricordati: tu sei ciò che vivi. Perché non farlo con “My Way”?

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“La mano è la finestra della mente” – Immanuel Kant

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Mai dubitare delle parole dei filosofi del passato. 

Ad oggi il termine lusso è diventato obsoleto. Il desiderio di possedere l’esclusivo, di essere parte di un’elite è ormai un criterio di categorizzazione superato. Il principio della qualità è stato abbandonato a favore di aziende dedite al “prodotto di massa”. In poche parole la vendita ha superato ogni concetto di artigianalità e l’era della serialità è sopraggiunta e con essa l’appiattimento della mentalità, della creatività. La macchina sta automatizzando non solo i nostri gesti ma sopratutto la nostra mente annullando ogni sintomo di istintività e intelligenza.

Eppure il prodotto industriale essendo realizzato in tempi minori e quantità maggiori, garantisce al cliente precisione, sicurezza, conformità agli standard ambientali e tecnologici raggiungibili solo in contesti aziendali. L’automazione gioca un ruolo determinante perché grazie alle macchine si sono potute riprodurre in serie lavorazioni anche degli stessi prodotti artigianali. Una lama a doppio taglio che da una parte permette un’alta fatturazione, dall’altra ha inibito le nostre potenzialità. Dobbiamo essere consapevoli che l’industria in qualche modo determina i nostri gusti e le nostre scelte. Decide e produce ciò che poi verrà acquistato, non è più l’artigiano che produce solo ciò che gli veniva richiesto.

Comunque sia, il suo lavoro non è scomparso, anzi si è creata una nicchia di mercato per la produzione di oggetti pregiati che si distinguono dai prodotti in serie. Sono nate aziende artigianali conosciute solo da una piccola cerchia esclusiva. La sua svalutazione è dovuta all’opinione pubblica che associa il temine a qualcosa di antiquato, legato all’incapacità di innovazione, e destinato ad estinguersi a causa del rapido processo tecnologico che la nostra era sta subendo. Un termine che da sempre ha rappresentato i grandi marchi della moda anche se nonostante nelle loro comunicazioni ne hanno fatto il loro cavallo di battaglia, nella realtà molto spesso lo disattendono completamente.

Oggi il vero Made in Italy è rappresentato dal mondo delle piccole imprese italiane artigianali tramandate da generazione a generazione come tutta la cultura dei mastri che diventa sempre più rara e ricercata. Il concetto di “lusso” non è più associato ad un prodotto di marca ma è possedere qualcosa di veramente esclusivo capace di essere  testimone dell’unicità della lavorazione a mano. 

Il filosofo Immanuel Kant scriveva: “la mano è la finestra della mente”, sottolineando come il primo strumento dell’uomo, le mani, siano la vera manifestazione del pensiero nella materia.

Per riscoprire il sapore dell’artigianato italiano oggi ci pensa l’iniziativa promossa dal MIBACT: APRITI-MODA (alla scoperta del sapere fare italiano) dove più di 70 tra atelier, laboratori, maison e musei si aprono eccezionalmente per far scoprire ai visitatori le loro preziose collezioni e tutta l’eccellenza della manifattura italiana. “Un progetto che racconterà, una per una, cento storie. Di luoghi, di persone, di imprese. Oltre i portoni di palazzi storici, dentro cortili incantati, nelle vecchie fabbriche reinventate, il genio, la cultura, la capacità artigianale italiana diventano prodotti dei quali conosciamo l’esito finale.”

Martina Mercuri

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Unire i pezzi

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Pensieri sparsi,

i miei.

__________((Prima semplicemente erano, poi li ho rotti, nel tempo ripresi, oggi uniti, in parte assemblati e poi chi lo sa))___________

Versi persi,

i miei.

__________((Apatica speciale, essere riservato, c’è scritto fuori “non toccare”. Apparentemente sotto zero))___________

Testi mai scritti,

i miei.

__________((Una vita di testa sulle nuvole, perennemente distratta, pur sempre con attenzione. Diffidente che si fida.))___________

Urla azzittite,

le mie.

__________((Io come anomala contraddizione, vento del si e del no, vagabonda a casa sua, persa senza perdersi mai.))___________

Tana libera,

ME.

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